Go to content

Home | Lungometraggi

Lungometraggi

ELDORADO 6 Novembre ore 19.30 Teatro Sociale Trento

Anteprima Italiana INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

ELDORADO

regia Markus Imhoof - responsabile montaggio- e co-autrice Beatrice Babin

anno 2018 - durata 91’; lingua tedesco/francese/italiano/curdo/svizzero, tedesco/arabo/amarico; sottotitoli italiano

Nel corso della storia ci sono sempre stati dei rifugiati. Non venivano da così tanto lontano.

Durante la Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, la famiglia del regista svizzero Markus Imhoof, che all’epoca aveva quattro anni, accolse Giovanna, una bambina italiana malnutrita di otto anni nell’ambito di un programma di accoglienza per bambini gestito dallo Stato.

Quando il programma terminò, la bambina dovette far rientro in Italia. La famiglia Imhoof si organizzò privatamente per far ritornare Giovanna una seconda volta. Alla fine, il governo svizzero impose per legge di rimandare tutti i bambini nei paesi di origine, solo gli adulti abili al lavoro potevano restare. Giovanna morì di malattia all’età di tredici anni, subito dopo essere stata costretta a tornare a Milano.

Imhoof parte da questa terribile e precoce esperienza di perdita personale per rendere tangibile un fenomeno globale: il destino di migliaia di uomini e donne in fuga verso l’Europa. “Eldorado” ci porta a bordo di una nave della Guardia Costiera italiana nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”, nei campi profughi del Sud d’Italia, alle udienze di asilo con le autorità svizzere, a scoprire che prodotti europei come i pomodori italiani o il latte svizzero fanno dumping a produzioni locali in Africa.

Ciò che emerge è un quadro severo di un processo assurdo e disumano che non riesce ad affrontare una tragedia umana: una crisi causata da un’economia rapace che impoverisce sempre di più il Sud del mondo e squilibri economici che trasformano i paesi ricchi del Nord nell’Eldorado che molti dei meno fortunati cercano di raggiungere a ogni costo.

ANOTHER DAY OF LIFE Mercoledì 7 novembre Cinema Astra ore 19.00

ANOTHER DAY OF LIFE

regia Raúl de la Fuente, Damian Nenow; anno 2018 - durata 85’

lingua inglese, portoghese, polacco, spagnolo sottotitoli italiano

“Make sure they won’t forget us”. Forse è questo l’imperativo che risuona nella mente di Ryszard Kapuściński, giornalista nonché autore del libro che dà il titolo al film. Scritto all’indomani del suo viaggio in Angola nel 1975, nel pieno della Guerra civile, il reporter polacco vuole essere sicuro che nessuno dimentichi ciò che è successo.

Raúl de la Fuente e Damian Nenow recuperano il suo messaggio e lo trasformano con grande audacia in un lungometraggio animato, accompagnato da interviste in live-action. Presentato al Festival di Cannes, “Another Day of Life” è più di una fiction, più di un documentario: senza mancare di coinvolgere e stupire, è il resoconto coraggioso di una storia tristemente vera.

THE EMPIRE OF RED GOLD Mercoledì 7 novembre Cinema Astra ore 20.45

THE EMPIRE OF RED GOLD- - L’IMPERO DELL'ORO ROSSO

regia Xavier Deleu & Jean-Baptiste Malet - paese Francia - anno 2017 - durata 70’

lingua originale - sottotitoli italiano, inglese

Un’inchiesta che ripercorre fino ai nostri giorni la storia del pomodoro e della sua industrializzazione, un modello produttivo capace già alla fine dell’800 di anticipare l’idea di un’economia globalizzata.

Oggi il pomodoro è un prodotto internazionale che viaggia da un continente all’altro, stipato in grandi barili prima di essere lavorato nei vari stabilimenti da cui uscirà in barattoli che ne esaltano la freschezza. Ma dove, come e da chi sono coltivati e raccolti questi pomodori? Dall’Italia, alla Cina e all’Africa, nel seguire attentamente tutti i passaggi di una tra le più redditizie industrie alimentari, emergono i retroscena di un capitalismo brutale e trionfante in cui sfruttamento, criminalità organizzata e minaccia ambientale sono strettamente legati.

 

MAID IN Hell Venerdì 9 novembre Auditorium Melotti ore 18.30

ANTEPRIMA ITALIANA

MAID IN Hell

regia Søren Klovborg - paesi Libano, Giordania, Kenya - anno 2018 - durata 59’

lingua originale - sottotitoli italiano

Mary Kibwana, 35enne, è solo una delle centinaia di donne che ha attraversato l’inferno per lavorare come domestica in Giordania. Madre di quattro figli, è stata fortunata ad essere tornata a casa, in Kenya. Giunta in sedia a rotelle con il 70% del suo corpo bruciato, due mesi dopo è morta. Molestia, abuso, stupro e 18 ore di lavoro al giorno sono la realtà che accomuna le domestiche che viaggiano in Medio Oriente per cercare impiego.

Intrappolate nel sistema di Kafala, i loro passaporti vengono confiscati così queste donne rimangono legate ai datori di lavoro. Se provano a fuggire rischiano punizioni severe o sequestri.

“Maid in hell” dà accesso senza precedenti a questa schiavitù moderna, drammatica e brutale. Seguendo le storie dei datori di lavoro che descrivono la tratta, così come quelle delle domestiche che cercano disperatamente una via di ritorno a casa dopo esperienze strazianti, anche mortali, arriviamo a comprendere la terribile realtà che centinaia di donne affrontano ogni giorno.

Jailed in America Domenica 11 novembre Teatro SanbàPolis ore 17.30

Anteprima Italiana

Jailed in America

regia Roger Ross Williams, anno 2018 - durata 59’, lingua originale - sottotitoli italiano

Negli ultimi 30 anni i detenuti negli Stati Uniti sono aumentati da 330mila a 2,3 milioni.

In questo documentario, profondamente il regista Roger Ross Williams, vincitore di un Academy Award, investiga sul sistema penitenziario statunitense che ha contribuito a far emergere una rete esplosiva di forze politiche, sociali ed economiche, nella quale vengono coinvolti amici e familiari.

Alla ricerca di risposte, Roger decide di andare dietro le quinte della complessa industria penitenziaria che muove 80 miliardi di dollari all’anno. Mentre esplora la rete di aziende coinvolte in questo traffico, smaschera un sistema inquietante di avidità e corruzione, così come gli enormi incentivi finanziari che mantengono alto il numero di detenuti e interminabili le sentenze.

in collaborazione con Why Foundation - campagna Why Slavery?

 

Deserto Verde Domenica 11 novembre Teatro SanbàPolis ore 18.30

Deserto Verde

regia Davide Mazzocco, paesi Portogallo, Italia - anno 2018 - durata 59’

lingua originale - sottotitoli italiano

La monocoltura dell’eucalipto è una delle principali cause dell’incendio di Pedrógão Grande (Portogallo) che, nel giugno 2017, ha causato 65 vittime e la distruzione di 53.000 ettari di area boschiva.

Dalle testimonianze dei sopravvissuti al resoconto di un reporter, dall’analisi di un ingegnere zootecnico e ambientale al racconto di chi ha guidato il proprio villaggio a una riconversione nel nome della biodiversità, il documentario illustra i rischi ambientali e sociali della monocoltura, ma anche una soluzione per cambiare dal basso i paradigmi della politica e dell’economia.

TERRA – IL FILM Lunedì 12 Novembre ore 19.00 MUSE

TERRA – IL FILM

UN DOCUMENTA RIO DALLE IMMAGINI STRAORDINARIE CHE VA ALLA SCO PERTA DELLA RICCA VA RIETÀ DELLA VITA

regia Yann Arthus-Bertrand & Michael Pitiot anno 2016 - durata 90’ - lingua originale - sottotitoli italiano

“Terra” rivolge la sua attenzione alla storia naturale della razza umana e alla sua esistenza sul nostro pianeta. Uno sguardo al passato, verso il viaggio unico di una specie che, tra milioni di altre, si è evoluta ed è emersa durante le diverse fasi dello sviluppo del pianeta. Con il procedere della trama lo spettatore diventa testimone delle caratteristiche eccezionali ed uniche di alcune delle

 

 

più disparate forme di vita.

La narrazione, che soggettivamente incarna l’umanità stessa, gradualmente devia dalla storia

naturale e mostra come la nostra specie rappresenta il mondo in cui viviamo. Come ha fatto l’uomo a diventare conscio del mondo che lo circonda? Come si è evoluta la sua visione durante migliaia di anni fino ad arrivare all’attuale stato di incoscienza?

Come speriamo di interagire con le specie che ci circondano? La forza di “Terra” risiede proprio in questa domanda. Questo documentario ci mostrerà come la nostra stessa immagine e rappresentazione della natura sia sempre stata decisiva per la storia dell’uomo e come può essere cambiato il corso degli eventi a venire.

Un documentario per farci ritornare coi piedi per terra.

Soufra Martedì 13 novembre SmartLab ore 20.45

Soufra

regia Thomas Morgan, produzione Susan Sarandon, musiche Alex Seaver e Ken Joseph

paesi Usa, Libano - anno 2017 - durata 73’, lingua inglese, arabo, sottotitoli italiano

“Soufra” racconta l’avventura avvincente di un’imprenditrice sociale, Mariam Shaar,

rifugiata palestinese che ha trascorso tutta la sua vita nel campo profughi di Burl El Barajneh in Libano.

Nonostante il suo status di rifugiata, per questo esclusa dai lavori migliori a Beirut,

Mariam assieme a un gruppo di donne gestisce con successo la società di catering Soufra (“tavolo pieno di delizie” in arabo), e lotta per espandere le attività al di fuori del campo grazie all’acquisto di un food truck.

Prodotta da Susan Sarandon, “Soufra” è una storia emozionante di empowerment su un gruppo di donne che sanano le ferite della guerra attraverso il potere unificante del cibo.

Anote’s Ark Mercoledì 14 novembre Cinema Astra ore 19.00

Anote’s Ark / L’arca di Anote

regia Matthieu Rytz, musiche originali Patrick Watson, paese Canada - anno 2018 - durata 77’

lingua inglese, Kiribati, sottotitoli italiano

E se il tuo paese fosse inghiottito dal mare? Kiribati, arcipelago del Pacifico centrale con una popolazione di 100.000 abitanti, è uno dei luoghi più remoti del pianeta, apparentemente lontano dalle pressioni della vita moderna.

Eppure è uno dei primi paesi che deve affrontare il rischio imminente di esser sommerso dall’innalzamento del livello del mare.

Sullo sfondo del dibattito internazionale sull’ambiente e degli appelli perché le migrazioni causate dal clima siano riconosciute come questione urgente in materia di diritti umani, la lotta del Presidente Anote Tong per salvare la sua nazione si intreccia con il destino della giovane Semerary. Mentre il primo, con tenacia, sostiene i negoziati internazionali sul clima e persino indaga la possibilità di costruire città sottomarine, la ragazza, madre di sei figli, si dibatte nella decisione di lasciare l’unica cultura che conosce per ricominciare la vita in Nuova Zelanda.

La posta in gioco è la sopravvivenza del popolo Kiribati e dei 4.000 anni della loro cultura.

ALLA SALUTE Giovedì 15 novembre Cinema Astra ore 21.00

ALLA SALUTE

regia Brunella Filì, paese Italia - anno 2018 - durata 75’

Si può essere felici nonostante una grave malattia? È questo che si chiede Nick Difino, food performer, dopo la diagnosi di un cancro. In barba alla sua malattia, Nick è deciso a non rinunciare a ciò che lo rende felice: il lavoro, gli affetti ma soprattutto il cibo.

A sostenerlo, per fortuna, ci sono gli amici di sempre, chef e artisti da tutta Italia come Simone Salvini, Roy Paci, Paola Maugeri…

Alternando la loro voce al video-racconto del protagonista, questi ospiti d’eccezione cucinano i piatti preferiti di Nick e provano – fra un bicchiere di vino e una parmigiana di melanzane – a rispondere alla sua stessa domanda. D’altronde, come dice Nick: «la felicità si può trovare ovunque… Se la troviamo a tavola, tanto meglio!».

The Green Lie Sabato 17 novembre Teatro SanbàPolis ore 18.30

The Green Lie/ Die Grüne Lüge / The Green Lie

regia Werner Boote, anno 2018 - durata 97’

lingua tedesco, inglese, portoghese, indonesiano, sottotitoli italiano

I “prodotti verdi” industriali sono da considerarsi tali o non sono piuttosto solo una

strategia di vendita?

Da questi dubbi prende il via l’indagine di Werner Boote e dell’ecologista Kathrin Hartmann, che sulle orme della comunicazione “greenwashing” di certe imprese, si inoltra in alcune delle aree più soggette alla politica ingannevole delle aziende. Dal disastro causato dalla BP nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon di Grand Isle agli incendi delle foreste pluviali indonesiane scatenati dai produttori di olio di palma, fino agli effetti dell’allevamento di bestiame sulle popolazioni indigene in Brasile, un dibattito intenso e rivelatore a cui prendono parte anche le eminenti voci di Noam Chomsky e Raj Patel.

Selling Children Domenica 18 novembre Auditorium Melotti ore 18.30

ANTEPRIMA ITALIANA

Selling Children

regia Pankaj Johar, paese India - anno 2018 - durata 59’, lingue inglese, hindi - sottotitoli italiano

Nella democrazia più grande del mondo, l’India, milioni di bambini vulnerabili sono comprati e venduti, ricevendo soltanto ciò di cui necessitano per sopravvivere un giorno ancora.

Dentro la società indiana i meccanismi di schiavitù sono insidiosi e potenti; per I bambini intrappolati in un sistema guidato dai profitti è quasi impossibile scamparvi. Il regista indiano guarda oltre le schiaccianti statistiche, rivelando come la mancanza di educazione e la persistente povertà offrono un terreno fertile a questa moderna schiavitù.

In questo documentario seguiamo le vite dei bambini ai quali sono state negate l’infanzia e l’educazione, bambini che vengono venduti per lavorare nelle miniere di mica, raccogliere foglie di tè nelle piantagioni, fornire servizio come domestici e, nel caso delle bambine, perfino per essere date in sposa. Sono storie che hanno origini in famiglie vulnerabili e dove alligna una profonda ignoranza sul significato di schiavitù.

in collaborazione con Why Foundation - campagna Why Slavery?

I VILLANI Domenica 18 novembre Auditorium Melotti ore 19.30

I VILLANI

regia Daniele De Michele aka Donpasta, soggetto e sceneggiatura Daniele De Michele, Andrea Segre, musiche Marco Messina, Sasha Ricci, paese Italia - anno 2018 - durata 76’ - lingua italiano

La cucina popolare italiana, amata e imitata in tutto il mondo, sta morendo. Ma in tanti provano a salvarla.

Il film segue quattro personaggi dall’alba al tramonto, da inizio a fine giornata di lavoro. Il passare delle ore scandisce la presentazione di ogni personaggio. Li si vede inizialmente nei loro spazi, nelle loro mansioni, per poi addentrarsi nelle loro difficoltà quotidiane. Al calar del sole emerge la soluzione, attraverso la loro etica, il loro sapere, la comunità che creano, l’eredità

che lasciano.

Sono stati scelti quattro personaggi che potessero rappresentare la cucina italiana, rispettando le varie caratteristiche che la compongono: Nord e Sud, uomini e donne, giovani e anziani.

Quattro “villani” che parlano di agricoltura, pesca, allevamento, formaggi e cucina familiare. Quattro personaggi che nel loro fare quotidiano rappresentano la sintesi delle infinite resistenze e reticenze ad adottare un modello gastronomico e culturale uguale in tutto il mondo. Quattro personaggi con le loro famiglie per poter verificare se la cucina italiana sia ancora un patrimonio vivo, se il passaggio di informazioni tra generazioni esiste ancora, se la cucina italiana così come l’abbiamo ereditata si salverà o scomparirà.

Modified Lunedì 19 novembre MUSE ore 19.00

Anteprima Italiana

Modified

regia Aube Giroux, durata 87’ - lingua inglese, francese - sottotitoli italiano

“Modified” è un documentario-memoir che mette in discussion il fatto che gli organismi geneticamente modificati (OGM) non sono riportati sulle etichette dei prodotti alimentari in Canada e negli Stati Uniti, pur essendoci su quelle di altri 64 paesi del mondo. Girato in dieci anni, segue la lotta dal basso a favore della giusta etichettatura del cibo OGM, smascherando la stretta relazione tra l’industria biotech e i governi.

Il documentario è incentrato sulla commovente storia del rapporto tra la regista e la propria madre, appassionata giardiniera, conservatrice di semi e attivista del cibo, che purtroppo è morta di cancro quando il progetto era ancora in fase di produzione. Intrecciando aspetto personale e politico, la regista utilizza filmati amatoriali e divertenti episodi del proprio show di cucina, nella valorizzazione del cibo a chilometro zero. Il viaggio di ricerca intrapreso da madre e figlia smentisce il mito della necessità degli OGM per poter sfamare il mondo, e in tal modo promuove un sistema alimentare più trasparente e sostenibile.

Orizzonti Latini lunedì 19 NOVEMBRE MUSE Trento

Orizzonti Latini

Perù, Brasile e Salvador visti attraverso la lente di Nadia Shira Cohen, fotografa Americana, residente a Roma da più di dieci anni.

Un racconto a due voci con Nadia Shira Cohen, fotogiornalista, e Rosy Santella, photo editor di INTERNAZIONALE

Paralizzate per oltre un decennio da un conflitto tra Sendero Luminoso e le forze armate durante gli anni ‘80 e ‘90, le comunità contadine del Perù hanno trovato poche risposte sul destino dei loro cari scomparsi. Un conflitto costato decine di migliaia di vite ma finora i resti degli scomparsi identificati e restituiti alle famiglie sono stimati intorno ai 1.300 a fronte di 16.000 persone scomparse in tutto il paese.

In “Missing in Perù” Nadia Shira Cohen ha ritratto i membri delle famiglie di persone scomparse provenienti da diverse province intorno a Ayacucho, riunitisi in una cerimonia per raccogliere i resti dei loro cari. Il Ministero della giustizia del Perù ha lavorato a una legge che, se attuata, aiuterà migliaia di famiglie a restituire la verità sulla scomparsa dei loro cari.

In “Red Earth of no one” ha documentato la tribù indigena Guarani-Kaiowá del Mato Grasso Do Sul in Brasile che si batte da anni contro grandi proprietari terrieri per il riconoscimento dei loro diritti ancestrali sulla terra. ll Brasile, il paese più potente dell’America del Sud, è destinato a diventare la quarta economia più grande del mondo entro il 2030.

Essendo il più grande esportatore di soia e il secondo maggiore esportatore di bestiame al mondo, la questione della terra è il nodo centrale delle dispute e della violenza in aumento tra proprietary terrieri e popolazioni indigene. La regione più contestata si trova nello stato del Mato Grasso do Sul, una zona ricca di terreni agricoli e con una delle più alte concentrazioni di indigeni in Brasile, in primis la tribù Guarani.

Un lavoro davvero toccante sulle donne e i loro diritti negati è “Yo no dí a Luz”, finalista Lens Culture Awards 2017. Quando in Sud America sono iniziati i primi casi del virus Zika trasmesso dalla zanzara, l’OMS e l’ONU hanno sollecitato i paesi colpiti in cui l’aborto è sempre ritenuto illegale, come El Salvador, Nicaragua e Repubblica Dominicana, a fare eccezione nel divieto d’interruzione di gravidanza per le donne affette, per l’alto rischio di microcefalia nel neonato.

Nadia dedica la maggior parte della sua esplorazione narrative alla condizione femminile nel mondo. Grazie a questo specific interesse giunge nel Salvador dove incontra donne di tutte le età ed estrazioni sociali che quotidianamente, in particolare le più povere, fronteggiano alcune delle leggi più repressive del mondo in materia di aborto. Le donne che giungono in ospedale a causa di un aborto spontaneo vengono denunciate alle forze dell’ordine da parte del personale ospedaliero per indagare le circostanze dell’interruzione della gravidanza.

FERMENTED Martedì 20 novembre SmartLab ore 20.30

Anteprima Italiana

FERMENTED

regia Jonathan Cianfrani, musiche APM - anno 2017 - durata 67’, lingua originale - sottotitoli italiano, inglese

“Guarda più in profondità, sporcati un po’, vai avanti e trova la bellezza nel marciume”.

Nel documentario “Fermented”, l’autore e lo chef Edward Lee intraprendono un viaggio per comprendere l’antico processo della fermentazione e il modo in cui oggi viene praticata.

Lo chef Lee cerca risposte alla domanda su cosa sia la fermentazione esplorando il processo di produzione di formaggio, pane, birra e salumi. Scopriamo che il sapore è diventato il motivo principale per mantenere viva la tradizione della fermentazione di kimchi, kombucha e sottaceti, dimostrandoci che non è solo il processo, ma sono i risultati che ce ne fanno desiderare sempre di più. Persino nell’era della refrigerazione e dell’inscatolamento, dove il cibo è abbondante, la fermentazione prospera ancora, non come un mezzo per sopravvivere, ma come un modo per creare prelibatezze. È qualcosa che vogliamo, un gusto di cui non ne abbiamo mai abbastanza.

Dead Donkeys Fear No Hyenas Giovedì 22 novembre Cinema Astra ore 21.00

Dead Donkeys Fear No Hyenas

regia Joakin Demmer - musiche Matthias Trippner, paesi Etiopia, Finlandia, Germania, Svezia - anno 2017 - durata 80’, lingua inglese, amarico - sottotitoli italiano

In tutto il mondo c’è una massiccia corsa commerciale ai terreni agricoli: il nuovo oro verde. Una delle nuove zone a maggiore redditività per l’agricoltura è l’Etiopia.

Sperando in proventi da esportazione, il governo etiope affitta a investitori stranieri milioni di ettari di terra.

Ma il sogno della prosperità ha un lato oscuro: i più massicci sgomberi forzati nella storia moderna, la perdita di mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori, una dura repressione e una viziosa spirale di violenza. A contribuire a questo disastro sono l’UE, la Banca mondiale e il DFID. “Dead Donkeys Fear No Hyenas” indaga su questi investimenti stranieri e mostra il loro impatto sulla vita delle persone.

Chocolate de Paz Venerdì 23 novembre SmartLab ore 20.30

Chocolate de Paz

regia Gwen Burnyeat, paese Colombia - anno 2017 - durata 55’, lingua spagnolo, inglese - sottotitoli italiano

Il documentario “Chocolate de Paz” descrive l’esperienza di resistenza della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò attraverso un viaggio nel processo di produzione del loro cioccolato biologico.

Dal seme al prodotto, il cacao è il filo conduttore che ci porta a conoscere le storie di violenza subita dalla Comunità e la sua lotta per rimanere neutrali di fronte al conflitto colombiano.

Questo film offre un panorama di speranza, la prova che nonostante grandi difficoltà è possibile seminarela pace attraverso le relazioni umane ed economiche. Ci invita a ripensare alla nostra relazione con il cibo, per valutare gli sforzi di coloro che lo producono e per costruire ponti tra le vittime del conflitto armato e di altri settori della società civile globale.

THIS IS CONGO Sabato 24 novembre Teatro SanbàPolis ore 18.00

THIS IS CONGO

regia e fotografia Daniel McCabe, suono Daniel McCabe, Tom Paul  

paesi Repubblica Democratica del Congo, Stati Uniti, Canada, Qatar, musiche Johnny Klimek, Gabriel Mounsey - durata 91’

lingua inglese, francese, swahili, lingala; sottotitoli italiano, inglese

Perché alcuni Paesi restano impantanati in una spirale di guerra, instabilità politica e crisi economica? La Repubblica Democratica del Congo è un esempio di questo tipo.

“This Is Congo” offre uno sguardo non filtrato sul conflitto che la dilania, uno dei più cruenti e duraturi del mondo. 

Attraverso le storie di quattro personaggi (un informatore in incognito, un comandante dell’esercito, una trafficante di pietre preziose e un sarto sfollato) il film offer un punto di vista tutto congolese sui problemi che affliggono questa nazione di maestosa bellezza. Il colonnello “Kasongo”,

Mamadou Ndola, Mama Romance e Hakiza Nyantaba sono gli esempi dell’incredibile resilienza di un popolo che vive e muore, ormai da generazioni, per le brutalità della guerra.

“This Is Congo” comincia nel 2012, quando il gruppo di ribelli M23, appoggiato da Ruanda e Uganda, guadagna terreno nella regione del Nord Kivu. Man mano che le loro azioni si intensificano, osserviamo le reazioni dei quattro protagonist ripercorrendo, al contempo, gli eventi chiave della storia del Congo. Tre anni più tardi, a riprese ormai concluse, si riapre un nuovo ciclo di violenze e la troupe torna a documentarle, dall’inizio alla fine.

SOYALISM Sabato 24 novembre Teatro SanbàPolis ore 20.30

Anteprima Italiana

SOYALISM

regia Stefano Liberti, Enrico Parenti, paesi Cina, Brasile, Stati Uniti, Mozambico, Italia

anno 2018 - durata 70’

lingua originale - sottotitoli italiano

In un mondo sempre più sovrappopolato e in preda ai cambiamenti climatici, il controllo della produzione dei beni alimentary è diventato un enorme business per una manciata di poche gigantesche aziende.

Seguendo la filiera di produzione industriale della carne di maiale, dalla Cina al Brasile passando per Stati Uniti e Mozambico, il documentario descrive l’enorme movimento di concentrazione di potere nelle mani di queste ditte, che sta mettendo fuori mercato centinaia di migliaia di piccoli produttori e trasformando in modo permanente paesaggi interi. A partire dai mega-allevamenti intensivi in Cina fino alla foresta amazzonica minacciata dalle coltivazioni di soia sviluppate per nutrire animali confinati in capannoni dall’altra parte del mondo, questo processo sta pregiudicando gli equilibri sociali e ambientali del pianeta.