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Fiction: sezione Fuori Menu

Comboio de Sal e Açucar / The train of salt and sugar

Martedì 7 Novembre ore 19.30 TEATRO SOCIALE - Trento
ingresso gratuito per tutti
Evento d’apertura
proiezione fiction

Comboio de Sale Açucar / The train of salt and sugar
Regia: Licínio Azevedo

Paesi: Portogallo / Mozambico / Francia / Sudafrica / Brasile
Musiche: Joni Schwalbach
Anno: 2016 • Durata: 93’ • Colore • v. o. sott. italiano

Nel 1989 il Mozambico è un paese distrutto dalla guerra di destabilizzazione.
Il treno che collega Nampula al Malawi è l’unica speranza per coloro che sono disposti a rischiare la vita pur di barattare qualche sacco di sale con lo zucchero.
Un treno, senza orario preciso, scortato da militari. La ferrovia è continuamente sotto attacco e i sabotaggi non si contano. I nemici sono ovunque: le mine, le imboscate, i sabotatori e la gente stessa.
«Il rumore degli spari non vi ucciderà, la paura sì», è con questa frase che il capitano si presenterà ai passeggeri e al gruppo sottoposto al suo comando e questo rimarrà il fil rouge di una pellicola che corre, scorre e conquista sin dal primo fotogramma.

A Roma 25 anni fa veniva firmata la pace per il Mozambico, Paese dell’Africa meridionale, il cui popolo aveva subìto 16 anni di guerra devastante con più di un milione di morti ed ereditato un territorio a pezzi. Era il Paese più povero del mondo.
Prima della proiezione, dopo il saluto dell’Ambasciatore del Mozambico in Italia, Maria Manuela Lucas, faremo un breve excursus dai tempi degli accordi di pace fino al Mozambico di oggi, dialogando con Pietro Veronese, giornalista di Repubblica e grande esperto di Africa, e con Mario Raffaelli, uno degli attori degli accordi di pace, presidente del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento. Al termine della proiezione, sarà possibile dialogare con i relatori rispetto alle sfide odierne del paese africano che dopo anni di stabilità e di graduale crescita, ha vissuto una nuova dolorosa battuta d’arresto a segnare che la pace non è mai acquisita per sempre e va continuamente alimentata.

MY NAME IS ADIL

GIOVEDì 9 NOVEMBRE
CINEMA ASTRA
ore 21.00*
MY NAME IS ADIL
Regia: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene
Musiche originali: Rolando Marchesini • Voci e testi: Alessandra Ravizza
Suono in presa diretta: Rolando Marchesini
Aiuto regia in Marocco: Mohamed Atiq • Color Correction: Gabriele Cipolla
Anno: 2016 • Paesi: Italia, Marocco • Nazionalità: Italiana
Lingua: arabo • Sottotitoli: italiano • Durata: 74’

Girato tra la campagna marocchina e Milano, il film racconta la storia vera di Adil, un bambino che vive nella campagna del Marocco con la madre, i fratelli e il nonno capo-famiglia. È un mondo povero, dove fin da piccoli si lavora per ore nei pascoli, gli adulti possono essere rudi
e studiare è un privilegio per pochi. Adil sa che restare in Marocco significa avere un destino segnato, quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé. Stanco delle angherie dello zio e del ristretto orizzonte che si vede davanti, il ragazzino a 13 anni decide
di raggiungere il padre, El Mati, emigrato da anni in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. Andarsene,però, è anche una frattura, una separazione dolorosa dalla propria storia, dai propri affetti e dalla comunità.
Il film accompagna lo spettatore nel percorso del protagonista adolescente alla scoperta di un nuovo mondo: l’Italia non è il paese delle città favolose e della ricchezza facile sognata nell’infanzia, ma offre ad Adil la possibilità di studiare, vivere nuove esperienze e costruire nuovi legami.
Il cerchio si chiude quando Adil, ormai adulto, dopo dieci anni di assenza dal Marocco, ritorna nel suo paese, alla riscoperta delle proprie radici: il viaggio lo aiuta a intrecciare i fili della sua storia e della sua identità, perché “solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei”.

BAL - HONEY - MIELE

Venerdì 10 NOVEMBRE AUDITORIUM MELOTTI - ROVERETO

BAL/HONEY/MIELE
Regia: Semih Kaplanoğlu
Anno: 2010 • Paesi: Turchia, Germania • Genere: drammatico
Lingua: turco • Sottotitoli: italiano • Durata: 104’
Orso d’Oro del miglior film al 60mo Festival di Berlino (2010)

Yusuf, 6 anni, ha appena iniziato a frequentare la scuola elementare dove sta imparando a
leggere e scrivere. Suo padre, Yakup, è un apicoltore. Per lavoro se ne va nelle profondità del
bosco come raccoglitore di miele e appende i suoi alveari fatti a mano sui rami più alti degli alberi della foresta. La foresta è un luogo di profondo mistero per Yusuf che spesso con piacere accompagna il padre. Una mattina Yusuf racconta al padre un sogno che aveva fatto la sera prima. Yakup lo azzittisce subito dicendogli di non raccontare agli altri i suoi sogni. Lo stesso giorno, Yusuf è invitato a leggere un testo di fronte alla classe, improvvisamente
inizia a balbettare e viene deriso da tutto il resto della classe. Le cose si complicano quando le api spariscono improvvisamente, mettendo in difficoltà la famiglia. Yakup decide così di partire per un viaggio verso le montagne più lontane. Ma non appena lascia la casa, Yusuf smette di parlare. Sua madre, Zehra, che lavora in una piantagione di tè, soffre molto
per questa situazione. I giorni passano e Yakup ancora non fa ritorno verso casa, madre e figlio iniziano a preoccuparsi. Yusuf si fa coraggio e parte per le montagne alla ricerca del padre.
Il suo è un viaggio verso l’ignoto. Il sogno di Yusuf si sta trasformando in realtà?

 

RETROSPETTIVA DEDICATA A Semih Kaplanoglu
Tutti Nello Stesso Piatto  dedica una retrospettiva al regista turco Semih Kaplanoğlu con la proiezione della Trilogia di YUSUF, tre film dagli emblematici titoli di Yumurta (Uovo), Süt (Latte) e Bal (Miele). Concepiti fin dal 2007 come opera unitaria, in realtà ogni film vive anche in maniera autonoma, sebbene i richiami dall’uno all’altro siano continui con episodi che evocano il Kieślowski dei Dieci Comandamenti. Alla base della Trilogia ci sono momenti diversi della vita del “personaggio” Yusuf: nonostante il percorso sia a ritroso, dalla maturità all’infanzia, tutti i film si svolgono nel nostro presente.
Semih Kaplanoğlu (Turchia, 1963) a livello Internazionale è uno dei più acclamati sceneggiatori-registi-produttori del cinema turco contemporaneo.
I suoi primi film Away From Home (2001) e Angel’s Fall (2005) sono stati proiettati in festival internazionali in tutto il mondo, ma con il suo terzo lungometraggio Egg (2007) Kaplanoğlu ha ottenuto il riconoscimento internazionale con il premio nella Quinzaine des Realisateurs.
Nel 2008 Milk fu premiato al Festival del Cinema di Venezia e con il FIPRESCI a Istanbul. Miele (2013), la terza parte della trilogia di Yusuf, ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino nel 2010. Grain (2017) il suo sesto lungometraggio,  premiato al Festival di Sarajevo viene proiettato il 24 novembre al cinema Astra in anteprima italiana.

Finché c’è prosecco c’è speranza

DOMENICA 12 NOVEMBRE CINEMA ASTRA

ore 11.00*
Finché c’è prosecco c’è speranza
Regia: Antonio Padovan
Con: Giuseppe Battiston, Rade Serbedzija, Silvia D’Amico, Liz Solari,
Gisella Burinato, Roberto Citran, Paolo Cioni, Diego Pagotto
Anno: 2017 • Paese: Italia • Genere: giallo • Durata: 100’

Campagna veneta, colline del Prosecco. Una serie di omicidi e, unico indiziato, un morto: il conte Desiderio Ancillotto, grande vignaiolo che pare essersi tolto la vita inscenando un improvviso
e teatrale suicidio. Un caso apparentemente impossibile per il neo-ispettore Stucky, metà persiano e metà veneziano: appena promosso, impacciato ma pieno di talento, per risolvere il caso deve fare i conti con le proprie paure e un passato ingombrante.
Sullo sfondo, tra i filari, una battaglia per la difesa del territorio e delle bollicine che anima bottai, osti, confraternite di saggi bevitori: Stucky intuisce presto che la soluzione dei delitti passa attraverso il modo di vedere la vita, e la vite, del conte Ancillotto. E che nella sua cantina, tra vetro e sughero, alcol e lieviti addormentati, si agita un mondo che non vuole scomparire ma, al contrario, rivendica un futuro.

ore 12.30 FILM NEL PIATTO *Prenotazione obbligatoria
al 346.0004418
Finché c'è panettone c'è speranza
Un connubio di lieviti naturali del grano e dell’uva per un panettone
fuori dagli schermi
A cura di Panificio Moderno

SUT/LATTE

RETROSPETTIVA DEDICATA A Semih Kaplanoglu
MERCOLEDI' 15 NOVEMBRE ore 20.30*
SUT/LATTE
Regia: Semih Kaplanoğlu
Anno: 2017 • Paese: Turchia, Francia, Germania • Genere: drammatico
Lingua: turco • Sottotitoli: italiano • Durata: 102’
Selezionato al Festival di Venezia 2008

“Non vediamo il mondo solo con i nostri occhi,
ma anche con i nostri sogni. Non possiamo limitare
le risposte alle nostre domande esistenziali
nei confini del mondo fisico che vediamo”

Il poco più che diciottenne Yusuf e la giovane madre Fatma vivono del latte che mungono dalle
loro vacche. Ma la città dove vivono sta affrontando un rapido sviluppo industriale, rendendo obsoleti ed economicamente improduttivi i sistemi tradizionali come quelli da loro adottati.
Quando Fatma s’innamora del capostazione locale e inizia una relazione clandestina con lui, sembra cambiare e rifiorire. Yusuf scopre la cosa, ma prima di poter intervenire deve partire per recarsi alla visita di leva in una grande città: lì verrà giudicato inidoneo al servizio militare.
Figlio di una cultura prevalentemente maschilista e patriarcale Yusuf dovrà far fronte in qualche modo allo smacco subito dai militari e prendere una posizione nei confronti della relazione segreta di sua madre.

YUMURTA EGG

RETROSPETTIVA DEDICATA A Semih Kaplanoglu
SABATO 18 NOVEMBRE TEATRO SANBAPOLIS ore 20.45*
YUMURTA/EGG
Sceneggiatura: Semih Kaplanoğlu, Orçun Köksal
Fotografia: Özgür Eken • Suono: İsmail Karadaş
Lingua: turco • Sottotitoli: italiano • Durata: 97’

Il poeta Yusuf ritorna dopo anni al suo villaggio d’origine per il funerale della madre. Ad attenderlo in una casa fatiscente trova l’affascinante Ayla, di cui non conosceva neppure l’esistenza. La ragazza, che si è presa cura dell’anziana negli ultimi cinque anni di vita, gli chiede di esaudirne un ultimo desiderio: sacrificare un animale in sua memoria. Yusuf odia il lento ritmo della vita di campagna.

Gli tornano in mente lontani ricordi e incontra vecchi amici con cui non ha più nulla in comune. In quel luogo è trattenuto soltanto dalle ultime volontà della madre. Durante il cammino che lo porta al luogodel sacrificio, comincia a capire che le radici hanno per lui un’importanza maggiore di quanto sia sempre stato disposto ad ammettere.

PAPA NO OBENTO WA SEKAIICHI Papa’s Lunch Box Is the Best in the World Il pranzo al sacco di papà è il migliore al mondo

DOMENICA 19 NOVEMBRE CINEMA ASTRA

ore 10.45* anteprima italiana
PAPA NO OBENTO WA SEKAIICHI Papa’s Lunch Box Is the Best in the World
Il pranzo al sacco di papà è il migliore al mondo

Regia: Masakazu Fukatsu
Anno: 2017 • Paese: Giappone
Lingua: giapponese • Sottotitoli: italiano • Durata: 76’

La storia vera di un padre e di una figlia, il cui legame è stato forgiato dal bento, il pranzo giapponese che viene preparato a casa (o acquistato per strada) e poi confezionato
in scatola. Durante i tre anni di scuola superiore, la giovane ha mangiato il pranzo in scatola preparato per lei ogni giorno dal padre. L’ultimo giorno di scuola, poi, ha scoperto che all’interno della scatola c’era un’immagine del primo bento preparato dal genitore, accompagnata da un messaggio scritto a mano. La giovane ha tweettato la foto, divenuta in breve un fenomeno virale da 80 mila retweet e 260 mila likes.

ore 12.00 FILM NEL PIATTO *Prenotazione obbligatoria al 346.0004418
BENTO BOX A MODO MIO
interpretato dallo chef Giuseppe Capano

GRAIN / BUGDAY

gioved ì 23 NOVEMBRE
CINEMA ASTRA ore 21.00* anteprima italiana
GRAIN / BUGDAY
Regia: Semih Kaplanoğlu
Musica: Mustafa Biber • Anno: 2017
Paesi: Turchia, Germania, Francia, Svezia • Durata: 127’

In un futuro prossimo e incerto, un brusco cambiamento climatico ha portato la vita sulla Terra sulla via dell’estinzione. In un mondo dai confini ridisegnati, i migranti sono ammassati in campi in attesa di essere integrati nelle città protette da schermi magnetici. Il percorso del dottor Erol Erin, genetista specializzato in semi, si incrocerà nella regione delle terre morte con quello
di Cemil Akman, un professore che ha dovuto lasciare la sua città a causa della ricerche condotte. Il viaggio che intraprenderanno insieme alla ricerca di grano da far germogliare cambierà per sempre tutte le consapevolezze che Erin aveva.
Un dramma distopico con notevoli elementi fantascientifici. Grain, scritto insieme a Leyla İpekçi, non cerca risposte, che probabilmente non esistono.
La storia offre al pubblico dei potenziali problemi, nella speranza che la realtà non superi la finzione, nonostante tutto lasci pensare il contrario.

L’ORDINE DELLE COSE

venerdì 24 NOVEMBRE
AUDITORIUM MELOTTI
ore 20.30
L’ORDINE DELLE COSE
Regia: Andrea Segre
Cast: Paolo Pierobon, Valentina Carnelutti,
Giuseppe Battiston, Olivier Rabourdin, Yusra Warsama, Fabrizio Ferracane,
Roberto Citran, Fausto Russo Alesi, Hossein Taheri
Anno: 2017 • Paesi: Italia e Francia • Durata: 112’

Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia.

La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione, mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri.

Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa. Come tenere insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più Intensa e si insinua pericolosa nell’ordine delle cose.

Al termine dialogheranno con il pubblico
Dagmawi Yimer co-regista del film, Alba Bonetti, Vicepresidente Amnesty International Italia e Annalisa Camilli, giornalista di INTERNAZIONALE

Dagmawi Yimer, nato e cresciuto ad Addis Abeba, lascia il suo paese in seguito ai gravi disordini post-elettorali del 2005 che portarono all’uccisione e al ferimento di centinaia di giovani. Dopo un lungo viaggio attraverso il deserto libico e il Mediterraneo, sbarca a Lampedusa il 30 luglio 2006. A Roma, dopo aver partecipato a un laboratorio di video partecipato nel 2007, realizza insieme ad altri 5 migranti il film Il deserto e il mare.
Successivamente è co-regista del film documentario Come un uomo sulla terra (2008) con Andrea Segre e Riccardo Biadene. Ha realizzato i documentari C.A.R.A. ITALIA (2009) e Soltanto il mare (2011) e firmato diversi cortometraggi. Nel 2011 ha coordinato
il progetto di film collettivo Benvenuti in Italia (2012) curandone uno degli episodi. Va’
pensiero, storie ambulanti (2014), Asmat - nomi (2015), The James K. Binder Lectureship UCSD (2015). Assistente alla regia per il film L’ Ordine delle cose, di Andrea Segre (2017).

Alba Bonetti, laureata in filosofia, Alba vive a Milano ed è direttrice di una struttura residenziale per anziani. Entra in Amnesty nel 2008 nel gruppo 11 di Milano. Dall’autunno 2009 fa parte dell’esecutivo lombardo occupandosi di formazione e sviluppo dell’attivismo e ricoprendo il ruolo di Vice Responsabile Circoscrizionale. Eletta Responsabile Circoscrizionale della Lombardia nel 2011 e di nuovo nel 2013, entra a far parte del Comitato Direttivo
della sezione italiana e viene nominata Vice Presidente a maggio 2017.

Annalisa Camilli, lavora a Internazionale dal 2007, ha lavorato in precedenza per l’Associated Press e Rainews24. Si occupa di immigrazione e di accoglienza dei migranti in Europa, in particolare in Italia e in Grecia.

THE CAKEMAKER / IL PASTICCIERE

DOMENICA 26 NOVEMBRE
CINEMA ASTRA
ore 10.30* anteprima italiana
THE CAKEMAKER / IL PASTICCIERE

Regia: Ofir Raul Graizer
Anno: 2017 • Paesi: Germania, Israele
Lingua: ebraico, tedesco, inglese • Sottotitoli: italiano • Durata: 105’

Thomas, un giovane pasticciere tedesco di talento, ha una relazione con Oren, un uomo israeliano sposato che muore in un incidente stradale. Thomas parte per Gerusalemme cercando risposte.
Mantenendo il suo segreto, comincia a lavorare per Anat, la vedova del suo amante, che possiede un piccolo caffè. Sebbene non completamente kosher e disprezzate dai religiosi, le sue torte deliziose trasformano il locale in un’attrazione della città. Trovandosi coinvolto nella vita di Anat in una maniera che non avrebbe mai immaginato, Thomas continuerà nella sua menzogna fino a un punto di non ritorno.